26 Settembre 2017
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Da Bova Marina il libro "agosto ´16 - agosto ´17. 1 anno di Estate al Paesello"

11-09-2017 04:16 - CULTURA
Bova M (RC), di Désirée Gabella. Chi l´ha detto che nei piccoli paesi non succede mai niente? A smentirlo è senza ombra di dubbio un giovane del Sud Italia, Carmelenzo, che, emigrato dal paese di Bova Marina (RC) e attualmente residente a Barcellona, torna sempre volentieri nella sua amata terra natia. Ed è durante l´ultimo anno, da agosto 2016 ad agosto 2017, che, puntando sul far emergere, raccontando attraverso i social la caratteristica simpatia delle vicende di paese, le cosiddette "carrette", ha iniziato a riscuotere tra i compaesani un tale successo, da decidere, dopo numerose richieste degli stessi, di pubblicare queste storie in un libro. Cosa fare dunque? Mettere in piedi un crowdfunding online, al fine di raccogliere i fondi sufficienti per la pubblicazione e poter poi consegnare il libro ai sostenitori.
Per sostenere "agosto ´16 - agosto ´7. 1 anno di Estate al Paesello" è sufficiente andare al seguente link e seguire le istruzioni: https://www.produzionidalbasso.com/project/l-estate-al-paesello-va-in-stampa/
Abbiamo intervistato Carmelenzo, per sostenerlo ed addentrarci in un intero anno di storie, di vita, di un caratteristico paese del Sud, la sua gente, visto dagli occhi attenti di chi vi è nato ed ora ci ritorna in vacanza, perché le radici sono forti, ma, come afferma l´autore, "per tornare bisogna partire".

Come ti è venuta in mente questa idea?
"Scrivo spesso nei tempi morti. Perché per me è qualcosa di creativo e rappresenta una buona valvola di sfogo. In aggiunta sono anche un animale sociale, intendo una persona immersa tra la gente del mondo reale, il che induce spesso esperienze vissute da raccontare. O frammenti di buena onda, per dirla alla Spagnola, che meritano di essere cristallizzati e messi in circolo. Tra le tante storie pubblicate, quelle dei miei ultimi ritorni estivi al mio paese d´origine, i.e. Bova Marina, hanno riscosso un significativo numero di consensi in rete. O meglio, se tutto e´ relativo e dipende dal sistema di riferimento, a stu giro le storie di Agosto ´16 e ´17 spaccaro proprio. Con conseguenti pulci nell´orecchio da più parti. "Oh, Melenzo, vogghio vidire quando, cu tutti sti storie chi ndai, ti menti e scrivi nu libro, tu giuro ca eo tu ccatto." E tu dice 1, e tu dinno 2, e tu dinno 3, e tu dinno 10. Va e cridinci ai Paisani, ma jamo. A facimo pe joco, e vidimo chi nesce".

Hai coniato per Bova Marina un termine "il Paesello" che ormai è entrato nel linguaggio comune dei Bovesi, ti hanno addirittura definito un "influencer", tu invece con affetto ed ironia sottolinei lo spirito giocoso, ma cosa ne pensi del "ruolo" che ti hanno attribuito?
"Ammesso che sia un ruolo vero e proprio, per me è solo un grandissimo spasso, e rimane tale. Uno spasso, però, che è anche un ottimo indicatore dell´amore corrisposto con i cari Paesani. E questo amore me lo prendo tutto, perché fa bene al cuore. Però attenzione, Paesello sempre con la P maiuscola, occhio ai rispetti".

Nel film "Benvenuti al Sud" affermano "chi viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando deve ripartire", è così?
"Concordo. Ma a me ormai non capita più. Ho pianto tanto la primissima volta. In quella lontana partenza per Londra nel 2008, che sanciva - di fatto - la mia emigrazione. Ma ormai ci ho fatto il callo e sono anche molto felice di vivere a Barcellona (ca manco i fissa, però non dissi nente). Del resto, per analogia con i teoremi, ripartire è una condizione necessaria e sufficiente: senza ripartire non si può ritornare".

I Bovesi sono molto orgogliosi del "Paesello", possono trovarsi a chilometri di distanza ma lo portano sempre nel cuore, cos´ha di così speciale Bova M. rispetto ad altri posti?
"E´ un amore che non si inquadra in ragioni ben definite. Puro che a Bova "non ave nente" - il che non è comunque vero - Bova è Bova. Caput mundi. Ma credo che ad esserne orgogliosi siano più i Bovesi emigrati che quelli residenti. Un po´ per la logica secondo cui apprezzi davvero qualcosa quando non ce l´hai piu´. Un po´ perché oggettivamente Bova Marina sta attraversando uno dei periodi più provanti della sua storia e comprendo bene la corrente del "tu dici cusi´ perchi´ ti ndi jisti e torni na vota tanto". Probabilmente, a viverci in pianta stabile, non riesci ad amarla davvero".

Un ruolo fondamentale nelle tue storie è spesso quello della signora "Teresina", la tua mamma, cosa ne pensa lei di questo ruolo spesso da protagonista? Si capisce che avete un bel legame, quanto ha influito sul tuo modo di essere?
"Centralmente o di striscio, Teresina Mon Amour c´intra sempre. Ma non essendo social, bella me mamma, spesso non ne ha piena coscienza. Ma, quando posso, nci cunto e iddha si sciala. E nci parti ddhu sorriso, che è la meraviglia delle meraviglie e la migliore eredità di cui mi ha fatto dono".

La tua ironia è un´arma vincente, piace al Paesello, quanto ti è servita questa solare eredità del Sud nella vita?
"E´ uno stile di vita. L´ho portato in ogni posto nuovo che mi ha ospitato, sia in Italia sia all´estero, ed e´ stato un valore aggiunto nel processo di integrazione e nella costruzione di salde relazioni interpersonali. L´ho portato nel mio ambiente lavorativo, intendo la "seria" comunità internazionale della fusione nucleare, e mi ha fatto apprezzare al di la´ dei miei meriti da ingegnere. L´ho portato nelle aulee universitarie, e ha reso più stimolante la mia figura agli occhi degli studenti e, di conseguenza, più efficace il loro studio. E´ uno stile di vita che paga tanto. Nell´immediato che nel lungo termine".

C´è un episodio o un personaggio del Paesello che più di tutti ricordi con piacere e ti porti nel cuore?
"Sono tanti. Troppi. Talmente tanti ca mi i sperdo. Per questo scrivo di getto, al momento. Per lasciare traccia".

Queste storie sul "Paesello" ora sono raccolte in un libro, per pubblicare il quale hai scelto il metodo del crowdfunding, fai un appello ai tuoi compaesani, perché comprare il libro? Come fare per aderire?
"I Paisani non ndanno a compare il libro. I Paesani devono volere che "L´Estate al Paesello" vada in stampa, perché stampo sulo si cogghio i sordi mu mando in stampa. E volerlo si traduce in un sostegno minimo al progetto. 2 sordi che, in cambio, dà il libro come ricompensa. Tutti i dettagli sono sulla pagina web che ho pubblicato. Poi, se la generosità è in grande spolvero e carcuno vole mi mente cchiu di 2 sordi, la ricompensa aumenta".

E se qualcuno volesse sostenerti nel tuo progetto, al di là della raccolta on line?
"Como ficero i ntichi, quando i sordi si cogghivano senza crowdfunding. Tu u dinno e ti i danno. Ma il principio è sempre u stesso: cacciare 2 sordi".

Abiti lontano dal Paesello, sei una delle "menti" che han dovuto emigrare per realizzare il loro sogno, ma pensi mai di tornare a Bova M.?
"Tornare ha un significato ambivalente. Può nascondere sia il concetto di sosta sia quello di fermata, per dirla in gergo da scuola guida. Io mi ripeto sempre che Bova Marina non è un posto per vivere, ma per tornare. Sono ancora fermo al concetto di sosta. Ma forse un giorno le intenzioni cambieranno".

Cosa speri per il tuo futuro? E per il futuro del Paesello?
"Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Ho la testa troppo focalizzata sul presente. E poi, comu nci disse Lorenzo de´ Medici, chi vuol esser lieto sia, del doman non v´e´ certezza".

Immagina di essere nella piazza del municipio del Paesello, a presentare questo tuo libro, di´ qualcosa ai "compaeselli".
"Jamu, Paisani, cacciatili sti 2 sordi".

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