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"Da 101 a 1”: al Museo Tecnologicamente la storia dell’innovazione Olivetti

Da 101 a 1: quando il futuro è nato a Ivrea

Al Museo Tecnologicamente un incontro ripercorre la straordinaria avventura dell'innovazione olivettiana: dalla Programma 101 alla rivoluzione digitale, attraverso le persone, le idee e la visione che hanno trasformato Ivrea in un simbolo internazionale della tecnologia.

Ivrea (TO). C'è una storia che parte da Ivrea e arriva molto più lontano dei suoi confini. È la storia di un'idea di innovazione capace di unire tecnologia e cultura, progettazione e creatività, impresa e attenzione alla persona.
È questo il filo conduttore dell'evento “Da 101 a 1”, che si è tenuto al Museo Tecnologicamente di Ivrea, luogo nel quale la memoria dell'esperienza Olivetti continua a dialogare con il presente e con le nuove sfide della tecnologia.
Il punto di partenza è una macchina diventata simbolo di una rivoluzione: la Programma 101, presentata da Olivetti nel 1965 e progettata dal team guidato da Pier Giorgio Perotto. Una macchina che, per le sue caratteristiche e per la sua concezione, anticipò l'era del personal computer, portando la possibilità di programmare direttamente sulla scrivania di un ufficio.
La P101, conosciuta anche come “Perottina”, non fu soltanto un prodotto tecnologico. Fu la dimostrazione concreta di come fosse possibile immaginare un futuro diverso prima ancora che quel futuro diventasse realtà.
Ed è proprio da quel 101 che prende avvio il viaggio raccontato durante l'incontro.
Un viaggio che attraversa decenni di trasformazioni e arriva simbolicamente all'1, emblema della progressiva miniaturizzazione e della straordinaria capacità della tecnologia di concentrare in dispositivi sempre più piccoli una potenza che un tempo sembrava impensabile.
Ma il vero protagonista di questa storia non è soltanto la tecnologia. Sono le persone. Sono gli uomini e le donne che hanno lavorato nei laboratori, negli uffici e negli stabilimenti Olivetti; progettisti, tecnici, ricercatori e maestranze che hanno contribuito a costruire una delle esperienze più originali dell'industria italiana.
Una visione nella quale l'innovazione non era separata dalla cultura e dalla responsabilità sociale. È questa forse la lezione più attuale che arriva dall'esperienza olivettiana: non basta inventare una macchina, bisogna avere una visione del mondo nel quale quella macchina andrà a vivere.
Il Museo Tecnologicamente custodisce proprio questa memoria. Le macchine esposte diventano così strumenti per raccontare non soltanto ciò che è stato, ma anche ciò che potrebbe essere.
E oggi, mentre l'intelligenza artificiale, la robotica e la digitalizzazione stanno aprendo una nuova fase della rivoluzione tecnologica, tornare a parlare della Programma 101 assume un significato particolare.
Perché molte delle domande che ci poniamo oggi erano già, in qualche modo, presenti allora: quale rapporto vogliamo avere con la tecnologia? Come cambierà il lavoro? Quale spazio resterà alla creatività umana? E soprattutto, chi vogliamo essere mentre costruiamo il futuro?
“Da 101 a 1” diventa quindi molto più di un racconto sulla storia dell'informatica. È un ponte tra generazioni. Tra chi quella rivoluzione l'ha vissuta e chi oggi si trova davanti a una nuova trasformazione tecnologica. Un ponte costruito proprio a Ivrea, città che conserva un patrimonio unico e che continua a ricordare come, in un territorio lontano dai grandi centri internazionali dell'industria tecnologica, sia stata possibile una delle più importanti intuizioni della storia dell'informatica.
Dal 101 all'1 cambia la tecnologia. Ma resta una cosa fondamentale: la capacità dell'uomo di immaginare ciò che ancora non esiste.
Ed è forse proprio questa la vera eredità di quella straordinaria stagione: non soltanto le macchine che possiamo ancora ammirare, ma il coraggio di guardare avanti.

Guarda il video dell'evento “Da 101 a 1” realizzato dalla nostra Web TV.