06 Febbraio 2023
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Il teschio e la penna - Intervista a Pamela Boiocchi

10-10-2013 14:05 - IL TESCHIO E LA PENNA
Ivrea(TO)Cari amici, questo giovedì conosceremo Pamela Boiocchi, giovane scrittrice e ballerina, autrice del romanzo "Il Cuore Insanguinato" edito dalla Butterfly Edizioni. Un libro frizzante e avventuroso, ambientato nella meravigliosa epoca dei pirati. La prossima settimana il teschio e la penna vi proporrà la recensione del romanzo, quest´oggi lasciamo la parola a Pamela.
Scrittrice, ballerina, illusionista. Nasce a Milano e si trasferisce poi nella provincia di Varese dove vive tuttora. Nel 2009 si confronta per la prima volta con la stesura di un testo teatrale, "L´amore, il mare e una calza di lana". Studia e insegna danza orientale seguendo il corso di formazione professionale con la Campionessa italiana classe Master Sarah Shahine. Si esibisce come illusionista e danzatrice insieme a Fabio Groppo, direttore Artistico di 13Viole.
Come è nata l´idea de "Il Cuor insanguinato"? Perché hai scelto di scrivere un romanzo sui pirati?
I Pirati sono personaggi che la letteratura ha trasformato in eroi romantici e che su di me hanno sempre esercitato una forte attrazione. Forse sono andata un po´ controcorrente ma chi non ama i pirati dai? Almeno quelli del nostro immaginario: una vita avventurosa, il sole, il mare, i tramonti, le belle donne e il Rum... Nonostante io sia nata in una città e tuttora mi ci trovi a vivere la maggior parte del mio tempo, il mare ha su di me un fascino irresistibile: il suo profumo, la sensazione della sabbia tra le dita dei piedi, il vento che sembra sussurrare di tutte le storie che ha ascoltato mentre ci soffia sul viso quando si cammina sulla costa, il sentirsi così infinitamente piccoli e tremanti eppure allo stesso tempo potenti quando si osserva l´orizzonte dal ponte di una nave... non è tutto così magico? Proprio da qui nasce l´ispirazione per "Il Cuore Insanguinato", unito ad un viaggio nelle isole dei Caraibi che mi ha lasciato in bocca il sapore di quelle terre.
Isabelle è un personaggio che io definirei frizzante e testardo. Si ispira ad una persona reale? Ha qualche elemento autobiografico?
Isabelle è una ragazza con un sogno. Una ragazza che come me, e come credo tutte noi, ha un desiderio. A modo suo, e con il suo carattere testardo e un po´ ingenuo, fa di tutto per arrivare dove desidera. Forse questo c´è di me in lei, la costanza di proseguire verso il proprio obiettivo, senza mai rinunciare.
Hai fatto qualche ricerca prima di scrivere il romanzo?
Certamente. Seppur tutti i fatti siano di pura invenzione, come anche i personaggi (anche se un occhio attento troverà un riferimento ad un personaggio storico) l´ambientazione in cui si muovono e in cui si evolve la storia è reale. Ciò che mangiano, ciò che bevono, gli abiti che indossano o le navi su cui viaggiano, tutto ciò è frutto di una ricerca volta a ricreare nel lettore l´illusioni di poter credere di trovarsi davvero nel XVII secolo. Più è credibile l´ambientazione più è facile entrare nella vicenda e immedesimarsi in essa.
A cosa è dovuta la scelta di introdurre alcuni elementi fantasy nella storia?
Pur avendo una certa accuratezza storica, "Il Cuore Insanguinato" non è un romanzo storico, né ha la pretesa di esserlo, fatti e situazioni sono frutto di fantasia, così come il tipo di personaggi che animano la mia storia. Abbiamo parlato dei pirati e, come ti dicevo, i miei pirati non sono quelli storici, quelli veri se vogliamo. Sono un po´ come a me piace vederli, come l´archetipo dell´uomo che affronta la vita da protagonista, sfidando le sue paure e dominando il mare che è l´ignoto per eccellenza. Proprio attorno al mare esistono leggende che lo vogliono custode di creature mitologiche, come le sirene per farti un esempio. Quello che oggi chiamiamo fantasy in realtà non è altro che ciò che già Omero ci raccontava nelle sua Odissea. Non è stata la mia una vera e propria scelta, quanto più una naturale piega degli eventi.
Oltre ad essere scrittrice, sei una ballerina professionista ed illusionista. Che rapporto hai con queste due forme d´arte? Da dove nasce il tuo amore per il ballo e per la magia?
Sono tre aspetti di un solo modo di essere. Quello che amo fare è riuscire a far vivere alle persone un sogno, regalare un momento di distacco dalla routine in cui procede la vita quotidiana. Proprio come quando si legge un libro... in quel momento possiamo imbarcarci a bordo di mille avventure e vedere cose meravigliose. Allo stesso modo sul palco di un teatro si può sospendere la realtà e immergersi in un mondo dove tutto è possibile.
Nel 2009 hai scritto un testo teatrale "L´amore, il mare ed una calza di lana". È stato difficile cimentarsi in questo tipo di esperienza?
Voglio dirti che sono molto affezionata a quel testo, è stato bello scriverlo, correggerlo, pensarlo e riscriverlo... Mi ha fatto imparare tanto, soprattutto perché per la prima volta mi sono avvicinata ad un testo pensato non per essere letto, ma per essere ascoltato, recitato in un teatro. La differenza è grandissima: quando leggi un libro puoi soffermarti sulle parole più volte, tornare indietro e rileggere se serve, mentre a teatro hai una sola occasione per far capire al pubblico quello che stai dicendo, non si può ripetere, e si ha quindi la necessità di essere ancora più incisivi.
Progetti letterari futuri, oltre al seguito de "Il cuor insanguinato"?
Ho nel cassetto un´idea che presto o tardi porterò a termine: una storia con un´ambientazione completamente diversa da questa mia vita piratesca. Invece, per restare a tema mi piacerebbe iniziare un progetto a sei mani con due colleghe scrittrici delle quali ho molto apprezzato la narrazione. Una è Michela Piazza, autrice di "Mary Read - di guerra e mare" e l´altra è l´autrice de "La Stella di Giada", Stefania Bernardo.
Auto - pubblicazione. Un tuo parere in merito?
Penso che ci sia un grosso problema alla base: ci sono più scrittori che lettori ed ecco che il desiderio di vedere il proprio lavoro pubblicato porta ad una situazione dell´editoria degenerata. L´auto pubblicazione comporta una spesa che non viene ripagata e soprattutto nessuna distribuzione. Il nostro lavoro resta quindi confinato tra le copie che abbiamo pagato e nessuno saprà mai che lo abbiamo scritto. Senza un editore alle spalle che con un distributore può raggiungere le librerie, la prospettiva più rosea è quella di vendere il proprio libro a parenti e amici. "Il Cuore Insanguinato" ha avuto fortuna ad incontrare la Butterfly Edizioni. Una casa editrice seria che gli ha dato molta attenzione, scovandone i pregi e anche i difetti da dover correggere prima di andare in stampa. Purtroppo sempre più di rado accade di incontrare persone professionali ed oneste come la sua direttrice editoriale, Argeta. Ordinario è invece imbattersi in pseudo editori rubasoldi, disposti a pubblicare ogni cosa, magari senza averla letta, purché il malcapitato esordiente sia disposto a sborsare una cifra congrua. Sulla mia scrivania ho conservato tutte le proposte editoriali che ho ricevuto e rifiutato negli anni per diverse opere, da case editrici più o meno note, che mi facevano fior fior di complimenti per le mie doti narrative e mi spedivano un contratto precompilato in cui io avrei semplicemente dovuto accettare di spendere diverse mila euro per vedere il mio libro pubblicato. Non voglio dilungarmi poi sulla più recente disavventura capitatami insieme ad una collega scrittrice che ci ha viste protagoniste di un vero e proprio inganno da parte di una persona che si è spacciata come direttore editoriale di una casa editrice che a ben vedere poi non esisteva. Immagino possiate comprendere quale sia ora la mia gioia nel potermi finalmente confrontare con un editore affidabile, presente e che ha davvero a cuore i suoi autori, regalando loro una meravigliosa esperienza. Questo è quello che ogni casa editrice dovrebbe offrire!
Quindi direi che un consiglio lo posso dare in fondo: diffidate di chi vi chiede denaro per pubblicare i vostri scritti, c´è sempre del marcio sotto. In tutta franchezza, meglio aspettare e continuare a cercare piuttosto che doversi poi pentire e vedersi spedire a casa un bello scatolone contenente tutte le copie che i vostri soldi hanno pagato.
Quali sono i libri che ami leggere e quali i tuoi scrittori preferiti?
Da buona lettrice onnivora ho sperimentato tutti i generi, o quasi... Ho molto amato in passato "Narciso e Boccadoro", "Il Lupo della Steppa","Il Ritratto di Dorian Gray" e il "Sogno di una notte di mezza estate". Ho un amore smisurato per le storie di Vampiri, ma non quelle moderne alla Twilight... mi piacciono i classici di quel tipo di letteratura: "Carmilla", "Il Vampiro", "Dracula", ecc... Anche se mi sono immersa con apprezzamento nella saga di Anita Blake! Ammiro Ken Follet e le sue storie intricate, la poeticità e i profumi di Isabel Allende, le streghe Mayfair di Ann Rice, "La Chanson de Roland". Possiedo e rileggo spesso una serie di saggi sul folklore e sulla mitologia, sulle antiche religioni, sulla storia della pirateria, sui popoli del nord Europa. Di recente mi sono appassionata ad una saga a tema "fatato" scovata per caso in una libreria al mare...
Anche tu, come Michela Piazza, hai scelto un personaggio femminile forte come protagonista del tuo romanzo. Quindi ripropongo anche a te la stessa domanda sul femminicidio. Perché, secondo te, nonostante l´evolversi della società, le donne sono ancora oggetto di violenza e soprusi?
Credo che la ragione sia da ricercarsi in un passato lontano, con l´avvento delle grandi religioni monoteiste che relegano la donna ad un ruolo di sottomissione. Nei culti precristiani la donna ha sempre avuto un ruolo di grande importanza, basti pensare che è proprio lei a mettere al mondo le nuove vite e da che mondo è mondo nessun miracolo è più grande di questo. Il cristianesimo ha sostituito la Grande Madre Terra con un dio maschile a misura di uomo e ciò che è accaduto in seguito non è che una conseguenza. La donna da sacerdotessa è diventata strega.
Quando hai capito di voler fare la scrittrice?
Io sono una di quelle persone che, come tante, ha scritto un diario segreto da bambina e poi lo ha messo on line su di un blog; una di quelle donne con la moleskine nella borsa perché non si sa mai che debba scrivere qualcosa; una grafomane incallita che prima dell´avvento di internet aveva un sacco di ´amici di penna´. Ho scritto prima per me, poi per hobby, poi per farne una professione. E ci sono riuscita.
Quali sono le tue fonti di ispirazione? La musica ti aiuta?
Ti confesso che ho sempre con me carta e penna (la mia affezionata agendina nera) così da poter appuntare al volo un´idea particolarmente geniale, o che per lo meno in quel momento mi pare tale, anche perchè nel momento in cui ti siedi e dici "ora scrivo" vedrai che capita qualcosa che te lo impedisce! Ho imparato una cosa fondamentale: non bisogna aver paura di sbagliare e di rifare, di correggere quello che abbiamo scritto e, se serve, di riscriverlo daccapo. È fondamentale essere in grado di prendersi una pausa. Alzarsi dalla scrivania, sollevare la testa dal foglio e uscire: esplorare il mondo (anche il giardino di casa va bene!) offre tantissimi spunti! Non dimentichiamoci mai che attorno a noi ci sono cose meravigliose che aspettano solo di essere riscoperte. Spesso basta alzare gli occhi al cielo ed osservare le stelle... Non esiste una vera fonte di ispirazione che io possa descrivere con una parola, perché può arrivare da ogni parte e in ogni momento: un profumo, un sogno, un film, un altro libro... Ogni cosa attorno a noi può essere raccontata e regalata ai lettori in maniera da poterli far sognare. Credo ci sia questo di magico nella scrittura, la possibilità di vivere un sogno con tutte le sue avventure e di poterlo donare anche agli altri. Perché tutti abbiamo ancora bisogno di sognare.
L´editoria italiana sembra soffrire molto ultimamente. Titoli spesso omologati e di scarso contenuto, poco spazio per gli emergenti negli scaffali delle librerie e, soprattutto, pochi lettori. Qual è la tua opinione in merito?
Purtroppo il monopolio dell´editoria è affidato a pochi grandi che decidono cosa debba essere letto e cosa no. Sempre più spesso nelle librerie troviamo romanzi scritti da cuochi, modelle, attori e calciatori. Senza togliere nulla a nessuno ma credo che il calciatore debba fare il suo mestiere e non essere usato per la sua fama nel business del libro, a scapito della qualità. Troppi manuali e poca letteratura. Nel calderone dei giovani autori ci sono menti talentuose che meriterebbero di trovare posto negli scaffali ma dato che chi non è conosciuto non vende, questo porta ad un meccanismo malato in cui non si premia la qualità e il genio ma si bada solo al numero. Accade poi, e credo sia un danno in ogni tipo di professione, che ci sia forte la tendenza a voler fare senza averne la preparazione, tutti vogliono essere cantanti, tutti vogliono essere attori, tutti vogliono essere scrittori. Come non si diventa dentista senza aver studiato per farlo, allo stesso modo anche ogni professione artistica ha i suoi tempi e richiede sforzo e impegno costante. Per essere un bravo scrittore occorre essere prima un buon lettore. Questo è imprescindibile.
Domanda fondamentale per ogni autore: come definiresti l´essere scrittrice: un dono, una maledizione o altro?
Devo essere onesta, è una domanda che non mi sono mai posta prima d´ora. Quando ho iniziato a scrivere l´ho fatto senza davvero rendermene conto, è stata una cosa naturale. Solo con il tempo mi sono decisa a farlo davvero, cercando uno sbocco per quello che altrimenti sarebbe rimasto solo un hobby per me. E ora che lo faccio con costanza da diversi anni lo considero un grande impegno da rispettare ogni giorno dedicandovi il tempo necessario, anche quando sembra non esistere e anche quando costa fatica, per portare a termine quello che inizio. È stata una scelta che continuo a fare ogni giorno.

Ringraziamo Pamela Boiocchi per essere stata nostra ospite.
Giovedì prossimo un nuovo appuntamento con "Il teschio e la penna- Cultura contro corrente.

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