Ivrea: dopo la manifestazione è scontro politico tra PD e centrodestra
27-10-2026 01:38 - ATTUALITA´
Ivrea (TO). Di Redazione. Dopo il corteo del 24 ottobre il dibattito si sposta sui social. Al centro le ricadute sul commercio cittadino e la polemica nata attorno all'invito della consigliera Piccoli a sostenere i negozi di Ivrea
La manifestazione di sabato 24 ottobre nel centro di Ivrea continua a far discutere anche a distanza di giorni. Se durante e prima del corteo il confronto aveva riguardato soprattutto sicurezza, viabilità e opportunità di organizzare l'iniziativa in una giornata tradizionalmente importante per il commercio, nel dopo-manifestazione la discussione si è trasformata in un vero e proprio scontro politico sui social.
A entrare nel dibattito sono stati, tra gli altri, Vincenzo Ceratti di Noi Moderati, l'onorevole Alessandro Giglio Vigna e la consigliera comunale Piccoli. Al centro della nuova polemica c'è anche un invito rivolto ai cittadini a fare acquisti nei negozi della città.
Tra i primi a intervenire dopo la manifestazione è stato proprio Vincenzo Ceratti, esponente di Noi Moderati e cittadino eporediese, che ha commentato l'esito dell'iniziativa con l'espressione: «Grazie a Dio pericolo scampato!». Nel suo intervento Ceratti è tornato sulle preoccupazioni espresse nei giorni precedenti e sulla scelta di organizzare la manifestazione di sabato nel centro cittadino, sottolineando le possibili ripercussioni sulle attività commerciali. Secondo la sua ricostruzione, alcuni esercizi avrebbero scelto di chiudere per precauzione, temendo le conseguenze legate alla manifestazione e alle misure previste dall'ordinanza comunale. L'esponente politico ha esposto quindi una domanda sulle eventuali ricadute economiche per gli esercenti, pur senza fornire una quantificazione complessiva delle perdite. Nel suo commento, inoltre, ha criticato i contenuti e i simboli comparsi durante il corteo, sostenendo che la presenza di bandiere palestinesi, cubane e della pace e di kefiah riconducesse la manifestazione anche a temi diversi da quello dichiarato del carovita.
Il tema del commercio diventa così uno dei punti centrali del confronto: quanto può incidere una manifestazione sulle attività del centro quando viene organizzata in una giornata considerata strategica per gli esercenti?
È proprio sul commercio che si apre un secondo fronte della polemica, questa volta con protagonista la consigliera comunale Piccoli.
Nei giorni della manifestazione, la consigliera aveva invitato attraverso i social i cittadini a sostenere i negozi di Ivrea attraverso gli acquisti. Un messaggio che, nelle sue intenzioni, aveva un significato preciso: dare un aiuto concreto ai commercianti che, a suo giudizio, avrebbero potuto risentire della manifestazione e dei conseguenti disagi nel centro cittadino. La lettura del suo messaggio, però, è stata molto diversa da parte del Partito Democratico di Ivrea. Il gruppo Facebook del PD Ivrea ha infatti condiviso un articolo de La Voce del Canavese dal titolo: «La regina Maria Antonietta, le brioche e le borse della consigliera comunale», commentandolo con la dicitura: Maria Antonietta Piccoli. Ed è proprio questa rappresentazione dell'episodio ad aver fatto ulteriormente salire la tensione. Da una parte, infatti, il messaggio viene letto come una contraddizione: mentre in piazza si manifesta contro il caro vita e contro le difficoltà economiche, una consigliera di centrodestra invita a fare acquisti. Dall'altra, Piccoli sostiene di aver agito con una finalità completamente diversa: non una semplice giornata di shopping, ma un invito a sostenere concretamente le attività commerciali locali, considerate tra le possibili penalizzate dalla manifestazione. Il punto, dunque, non è soltanto ciò che è accaduto, ma il significato attribuito allo stesso gesto.
Nel dibattito è intervenuto anche l'onorevole Alessandro Giglio Vigna, che ha preso posizione a difesa della consigliera e ha rivolto critiche molto dure al Partito Democratico eporediese. Nel suo intervento il parlamentare torna sulle preoccupazioni espresse nei giorni precedenti dalla Lega, comprese quelle relative alla sicurezza portate all'attenzione del prefetto, e sulle possibili conseguenze della manifestazione per il centro cittadino. Giglio Vigna definisce la manifestazione «violenta solo verbalmente, fortunatamente non fisicamente», distinguendo quindi le tensioni sul piano politico e verbale da eventuali episodi di violenza fisica. Ma è soprattutto sulla vicenda Piccoli che il tono dello scontro si fa più acceso. Secondo Giglio Vigna, l'invito della consigliera a fare acquisti nei negozi di Ivrea rappresentava un gesto concreto di sostegno ai commercianti e non una contraddizione rispetto al tema del carovita. Il parlamentare contesta quindi la scelta del PD di rilanciare l'articolo de La Voce, ritenendo contraddittorio attaccare un'iniziativa finalizzata, nelle intenzioni della consigliera, proprio a sostenere il commercio locale. Nel suo intervento, Giglio Vigna, critica inoltre il paragone con Maria Antonietta e le espressioni utilizzate nei confronti della consigliera, spostando così il confronto dal piano politico a quello personale.
La consigliera Piccoli ha quindi risposto pubblicamente, ringraziando Giglio Vigna per la solidarietà, contestando il contenuto e i toni della polemica e sostenendo che il confronto politico abbia oltrepassato il limite della critica alle idee, trasformandosi in un attacco personale. «Ognuno di noi la può pensare come vuole, ci mancherebbe», scrive, prima di contestare quella che definisce un'«aggressività diffamatoria» e denunciare un atteggiamento che considera irrispettoso nei confronti di una collega del Consiglio comunale. La consigliera richiama anche il tema della violenza verbale nei confronti delle donne, evidenziando quella che considera una contraddizione tra le campagne istituzionali contro la violenza di genere e l'utilizzo, nel confronto politico, di espressioni che giudica offensive. In particolare, Piccoli contesta il paragone con Maria Antonietta e sostiene che la discussione abbia finito per colpire non più le sue scelte politiche, ma la sua persona. «Qui si offende e si denigra la persona», è il senso della sua replica, nella quale parla anche di «bullismo da tastiera».
La vicenda mette quindi a confronto due interpretazioni profondamente diverse: per il PD, il contrasto è tra una manifestazione dedicata alle difficoltà economiche e l'immagine di una consigliera di centrodestra impegnata nello shopping; per Piccoli e per chi ne ha difeso l'iniziativa, invece, quel messaggio aveva tutt'altra finalità, sostenere i commercianti eporediesi in una giornata che, proprio a causa della manifestazione, avrebbe potuto comportare disagi e minori incassi. Una differenza di interpretazione che ha trasformato un semplice invito sui social in un nuovo capitolo dello scontro politico cittadino.
Al di là delle schermaglie politiche, però, rimane una questione concreta: quale sia stato l'effettivo impatto della manifestazione sulle attività commerciali di Ivrea. L'ordinanza comunale aveva disciplinato gli aspetti organizzativi e di sicurezza dell'iniziativa. Nei giorni precedenti erano state espresse preoccupazioni da parte di alcuni commercianti e, nel dopo-manifestazione, il tema delle possibili perdite economiche è tornato al centro del dibattito. Al momento, tuttavia, non risultano dati complessivi che consentano di quantificare l'eventuale danno economico subito dal commercio cittadino o di stabilire quanti esercizi abbiano effettivamente chiuso in occasione della manifestazione. È questo, probabilmente, il dato che più di ogni altro potrebbe contribuire a riportare la discussione dai social alla realtà dei fatti.
Dietro lo scontro politico rimane una domanda che riguarda tutta la città: come conciliare il diritto a manifestare con la necessità di tutelare il commercio e il lavoro di chi ogni giorno tiene aperte le proprie attività? Una questione sulla quale le diverse forze politiche continuano ad avere letture differenti, mentre il dibattito su Ivrea resta acceso anche dopo la fine del corteo.
(In foto: Piccoli, Ceratti, Vigna e il post del PD)
La manifestazione di sabato 24 ottobre nel centro di Ivrea continua a far discutere anche a distanza di giorni. Se durante e prima del corteo il confronto aveva riguardato soprattutto sicurezza, viabilità e opportunità di organizzare l'iniziativa in una giornata tradizionalmente importante per il commercio, nel dopo-manifestazione la discussione si è trasformata in un vero e proprio scontro politico sui social.
A entrare nel dibattito sono stati, tra gli altri, Vincenzo Ceratti di Noi Moderati, l'onorevole Alessandro Giglio Vigna e la consigliera comunale Piccoli. Al centro della nuova polemica c'è anche un invito rivolto ai cittadini a fare acquisti nei negozi della città.
Tra i primi a intervenire dopo la manifestazione è stato proprio Vincenzo Ceratti, esponente di Noi Moderati e cittadino eporediese, che ha commentato l'esito dell'iniziativa con l'espressione: «Grazie a Dio pericolo scampato!». Nel suo intervento Ceratti è tornato sulle preoccupazioni espresse nei giorni precedenti e sulla scelta di organizzare la manifestazione di sabato nel centro cittadino, sottolineando le possibili ripercussioni sulle attività commerciali. Secondo la sua ricostruzione, alcuni esercizi avrebbero scelto di chiudere per precauzione, temendo le conseguenze legate alla manifestazione e alle misure previste dall'ordinanza comunale. L'esponente politico ha esposto quindi una domanda sulle eventuali ricadute economiche per gli esercenti, pur senza fornire una quantificazione complessiva delle perdite. Nel suo commento, inoltre, ha criticato i contenuti e i simboli comparsi durante il corteo, sostenendo che la presenza di bandiere palestinesi, cubane e della pace e di kefiah riconducesse la manifestazione anche a temi diversi da quello dichiarato del carovita.
Il tema del commercio diventa così uno dei punti centrali del confronto: quanto può incidere una manifestazione sulle attività del centro quando viene organizzata in una giornata considerata strategica per gli esercenti?
È proprio sul commercio che si apre un secondo fronte della polemica, questa volta con protagonista la consigliera comunale Piccoli.
Nei giorni della manifestazione, la consigliera aveva invitato attraverso i social i cittadini a sostenere i negozi di Ivrea attraverso gli acquisti. Un messaggio che, nelle sue intenzioni, aveva un significato preciso: dare un aiuto concreto ai commercianti che, a suo giudizio, avrebbero potuto risentire della manifestazione e dei conseguenti disagi nel centro cittadino. La lettura del suo messaggio, però, è stata molto diversa da parte del Partito Democratico di Ivrea. Il gruppo Facebook del PD Ivrea ha infatti condiviso un articolo de La Voce del Canavese dal titolo: «La regina Maria Antonietta, le brioche e le borse della consigliera comunale», commentandolo con la dicitura: Maria Antonietta Piccoli. Ed è proprio questa rappresentazione dell'episodio ad aver fatto ulteriormente salire la tensione. Da una parte, infatti, il messaggio viene letto come una contraddizione: mentre in piazza si manifesta contro il caro vita e contro le difficoltà economiche, una consigliera di centrodestra invita a fare acquisti. Dall'altra, Piccoli sostiene di aver agito con una finalità completamente diversa: non una semplice giornata di shopping, ma un invito a sostenere concretamente le attività commerciali locali, considerate tra le possibili penalizzate dalla manifestazione. Il punto, dunque, non è soltanto ciò che è accaduto, ma il significato attribuito allo stesso gesto.
Nel dibattito è intervenuto anche l'onorevole Alessandro Giglio Vigna, che ha preso posizione a difesa della consigliera e ha rivolto critiche molto dure al Partito Democratico eporediese. Nel suo intervento il parlamentare torna sulle preoccupazioni espresse nei giorni precedenti dalla Lega, comprese quelle relative alla sicurezza portate all'attenzione del prefetto, e sulle possibili conseguenze della manifestazione per il centro cittadino. Giglio Vigna definisce la manifestazione «violenta solo verbalmente, fortunatamente non fisicamente», distinguendo quindi le tensioni sul piano politico e verbale da eventuali episodi di violenza fisica. Ma è soprattutto sulla vicenda Piccoli che il tono dello scontro si fa più acceso. Secondo Giglio Vigna, l'invito della consigliera a fare acquisti nei negozi di Ivrea rappresentava un gesto concreto di sostegno ai commercianti e non una contraddizione rispetto al tema del carovita. Il parlamentare contesta quindi la scelta del PD di rilanciare l'articolo de La Voce, ritenendo contraddittorio attaccare un'iniziativa finalizzata, nelle intenzioni della consigliera, proprio a sostenere il commercio locale. Nel suo intervento, Giglio Vigna, critica inoltre il paragone con Maria Antonietta e le espressioni utilizzate nei confronti della consigliera, spostando così il confronto dal piano politico a quello personale.
La consigliera Piccoli ha quindi risposto pubblicamente, ringraziando Giglio Vigna per la solidarietà, contestando il contenuto e i toni della polemica e sostenendo che il confronto politico abbia oltrepassato il limite della critica alle idee, trasformandosi in un attacco personale. «Ognuno di noi la può pensare come vuole, ci mancherebbe», scrive, prima di contestare quella che definisce un'«aggressività diffamatoria» e denunciare un atteggiamento che considera irrispettoso nei confronti di una collega del Consiglio comunale. La consigliera richiama anche il tema della violenza verbale nei confronti delle donne, evidenziando quella che considera una contraddizione tra le campagne istituzionali contro la violenza di genere e l'utilizzo, nel confronto politico, di espressioni che giudica offensive. In particolare, Piccoli contesta il paragone con Maria Antonietta e sostiene che la discussione abbia finito per colpire non più le sue scelte politiche, ma la sua persona. «Qui si offende e si denigra la persona», è il senso della sua replica, nella quale parla anche di «bullismo da tastiera».
La vicenda mette quindi a confronto due interpretazioni profondamente diverse: per il PD, il contrasto è tra una manifestazione dedicata alle difficoltà economiche e l'immagine di una consigliera di centrodestra impegnata nello shopping; per Piccoli e per chi ne ha difeso l'iniziativa, invece, quel messaggio aveva tutt'altra finalità, sostenere i commercianti eporediesi in una giornata che, proprio a causa della manifestazione, avrebbe potuto comportare disagi e minori incassi. Una differenza di interpretazione che ha trasformato un semplice invito sui social in un nuovo capitolo dello scontro politico cittadino.
Al di là delle schermaglie politiche, però, rimane una questione concreta: quale sia stato l'effettivo impatto della manifestazione sulle attività commerciali di Ivrea. L'ordinanza comunale aveva disciplinato gli aspetti organizzativi e di sicurezza dell'iniziativa. Nei giorni precedenti erano state espresse preoccupazioni da parte di alcuni commercianti e, nel dopo-manifestazione, il tema delle possibili perdite economiche è tornato al centro del dibattito. Al momento, tuttavia, non risultano dati complessivi che consentano di quantificare l'eventuale danno economico subito dal commercio cittadino o di stabilire quanti esercizi abbiano effettivamente chiuso in occasione della manifestazione. È questo, probabilmente, il dato che più di ogni altro potrebbe contribuire a riportare la discussione dai social alla realtà dei fatti.
Dietro lo scontro politico rimane una domanda che riguarda tutta la città: come conciliare il diritto a manifestare con la necessità di tutelare il commercio e il lavoro di chi ogni giorno tiene aperte le proprie attività? Una questione sulla quale le diverse forze politiche continuano ad avere letture differenti, mentre il dibattito su Ivrea resta acceso anche dopo la fine del corteo.
(In foto: Piccoli, Ceratti, Vigna e il post del PD)
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