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L'abbruciamento degli scarli sancisce la chiusura del Carnevale

19-02-2026 21:11 - CULTURA
Ivrea (TO). Speciale Storico Carnevale 2026. Si è conclusa, martedì grasso, 17 febbraio, anche questa edizione dello Storico Carnevale di Ivrea, sancita come di consueto dalla cerimonia dell'abbigliamento degli scarli nei 5 rioni cittadini.

L'Abbruciamento dello Scarlo è uno dei momenti più solenni e carichi di emozione dello Storico Carnevale di Ivrea, e si svolge nella serata del Martedì Grasso, quando la festa giunge al suo epilogo. In quell'istante sospeso tra esultanza e malinconia, la città di Ivrea si raccoglie attorno al fuoco per celebrare un rito antico, simbolo di rinnovamento e memoria collettiva.
Lo scarlo è un alto palo rivestito di erica secca, sormontato dal tricolore. La sua origine affonda nel Medioevo, quando il fuoco rappresentava la fine dell'inverno e il risveglio della natura. Nel contesto del Carnevale eporediese, questo gesto assume un significato ancora più profondo: rievoca la leggendaria rivolta popolare contro il tiranno e l'incendio del suo castello, evento simbolicamente legato alla conquista della libertà. Le fiamme non distruggono soltanto, ma purificano e rigenerano.
La cerimonia coinvolge l'intero Corteo Storico. Gli Abbà, bambini che rappresentano le parrocchie cittadine, accendono i diversi scarli distribuiti nei rioni, accompagnati dal Generale, dallo Stato Maggiore e dalle note solenni di Pifferi e Tamburi. Quando viene incendiato lo scarlo della parrocchia di San Salvatore, alla presenza della Vezzosa Mugnaia — figura simbolo della ribellione e dell'orgoglio cittadino — l'emozione raggiunge il culmine. Le scintille si alzano nel cielo notturno mentre la folla osserva in silenzio, consapevole di assistere a un passaggio rituale.
Il bruciare della bandiera che sovrasta il palo non è gesto di offesa, ma atto carico di significato: il fuoco, lambendo ogni cosa, la consacra e la rinnova. La tradizione vuole che, come buon auspicio, più l'eroina riuscirà a tenere sollevata la spada durante l'abbruciamento, più l'anno sarà prospero.
È la chiusura del tempo festivo e l'ingresso nella dimensione più raccolta della Quaresima. Con l'ultimo scarlo che si consuma tra le braci, il corteo si trasforma in una marcia funebre lenta e suggestiva. I suoni si fanno più gravi, le luci più soffuse, e il Carnevale saluta la città con la tradizionale espressione dialettale: “Arvédze a giòbia 'n bot”, un arrivederci che è promessa di ritorno.
L'Abbruciamento dello Scarlo non è soltanto una cerimonia conclusiva: è un rito identitario che unisce passato e presente, leggenda e realtà. Nel calore delle fiamme, Ivrea riconosce se stessa, rinnovando ogni anno il legame con la propria storia e riaffermando, attraverso il fuoco, la forza della comunità.