Odissea cucina IKEA, il caso passa ai legali: l'azienda offre una cifra irrisoria e il cliente rifiuta!
07-10-2026 18:45 - ATTUALITA´
IVREA (TO) di redazione – Non si sblocca la vicenda della cucina componibile acquistata nel 2021 da un cittadino del Canavese, consegnata in ritardo e mai montata a regola d'arte dal colosso svedese dell'arredamento IKEA. Dopo la denuncia dei disservizi e l'avvio delle pratiche per vie legali, si registra in questi giorni un nuovo capitolo che allontana ulteriormente una soluzione condivisa.
L'avvocato che cura gli interessi del marchio ha infatti contattato il legale del consumatore, l'avvocato Marco Novara, formulando una proposta economica per chiudere la controversia. Un'offerta che tuttavia è stata giudicata del tutto insoddisfacente e irrisoria dal cliente: la somma proposta risulterebbe infatti ben lontana dal coprire sia il valore del servizio di montaggio mai erogato, sia il risarcimento per i gravissimi disagi logistici, materiali e personali patiti, con un ritardo nel riconoscimento dei danno di ben cinque anni.
La controproposta ribadisce l'ormai nota posizione di chiusura: a fronte di un prezzo interamente saldato al momento dell'acquisto e di un cantiere rimasto incompiuto per mesi, al punto da costringere l'acquirente a completare l'opera di tasca propria e con i propri mezzi. Dunque, la risposta formale della multinazionale non riconosce la reale entità del danno subìto dal cittadino.
«Non possiamo accettare un'offerta simbolica che ridicolizza mesi di disservizi, lettere senza risposta e disagi familiari legati all'impossibilità di utilizzare un bene primario. Inoltre non siamo per nulla contenti della qualità del prodotto scelto, la cucina Ikea si è rivelata un pessimo acquisto, anche sotto il punto di vista della qualità dei materiali utilizzati per la costruzione del prodotto che, passati 5 anni mostra molti problemi estetici e di funzionamento: profili che si scollano, bolle sui pannelli laminati». Questo è quanto riferito dal consumatore, che ha confermato la decisione di rifiutare l'accordo e di proseguire la battaglia legale e tutela dei propri diritti attraverso le sedi competenti.
La vicenda continua così a far discutere sulle modalità di gestione del contenzioso e sulle politiche di "Customer Care " adottate dai grandi gruppi internazionali di fronte ai disservizi subiti dai singoli utenti.
Comunque, continueremo a monitorare gli sviluppi della vertenza ed a raccogliere le segnalazioni dei lettori che abbiano vissuto situazioni analoghe. La Redazione rimane come di consueto a disposizione dei rappresentanti di IKEA per eventuali repliche o precisazioni sulla vicenda.
L'avvocato che cura gli interessi del marchio ha infatti contattato il legale del consumatore, l'avvocato Marco Novara, formulando una proposta economica per chiudere la controversia. Un'offerta che tuttavia è stata giudicata del tutto insoddisfacente e irrisoria dal cliente: la somma proposta risulterebbe infatti ben lontana dal coprire sia il valore del servizio di montaggio mai erogato, sia il risarcimento per i gravissimi disagi logistici, materiali e personali patiti, con un ritardo nel riconoscimento dei danno di ben cinque anni.
La controproposta ribadisce l'ormai nota posizione di chiusura: a fronte di un prezzo interamente saldato al momento dell'acquisto e di un cantiere rimasto incompiuto per mesi, al punto da costringere l'acquirente a completare l'opera di tasca propria e con i propri mezzi. Dunque, la risposta formale della multinazionale non riconosce la reale entità del danno subìto dal cittadino.
«Non possiamo accettare un'offerta simbolica che ridicolizza mesi di disservizi, lettere senza risposta e disagi familiari legati all'impossibilità di utilizzare un bene primario. Inoltre non siamo per nulla contenti della qualità del prodotto scelto, la cucina Ikea si è rivelata un pessimo acquisto, anche sotto il punto di vista della qualità dei materiali utilizzati per la costruzione del prodotto che, passati 5 anni mostra molti problemi estetici e di funzionamento: profili che si scollano, bolle sui pannelli laminati». Questo è quanto riferito dal consumatore, che ha confermato la decisione di rifiutare l'accordo e di proseguire la battaglia legale e tutela dei propri diritti attraverso le sedi competenti.
La vicenda continua così a far discutere sulle modalità di gestione del contenzioso e sulle politiche di "Customer Care " adottate dai grandi gruppi internazionali di fronte ai disservizi subiti dai singoli utenti.
Comunque, continueremo a monitorare gli sviluppi della vertenza ed a raccogliere le segnalazioni dei lettori che abbiano vissuto situazioni analoghe. La Redazione rimane come di consueto a disposizione dei rappresentanti di IKEA per eventuali repliche o precisazioni sulla vicenda.
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