Odissea cucina: quando il grande marchio dimentica il cliente. Il caso di un consumatore Canavesano
10-07-2026 18:19 - CRONACA
IVREA (TO) di redazione – Acquistare una cucina componibile da un colosso internazionale dell'arredamento dovrebbe essere sinonimo di efficienza, tempi certi e servizi di montaggio chiavi in mano. Ma cosa successo quando l'ingranaggio perfetto si inceppa e un cliente si ritrova prigioniero di un'attesa infinita? È la paradossale vicenda vissuta da un cittadino del Canavese, che da ben cinque anni si trova al centro di un contenzioso ancora aperto con il colosso svedese IKEA.
La storia ha inizio nel 2021 con l'acquisto, il pagamento regolare e la programmazione della consegna e del montaggio. Quello che doveva essere il cuore funzionale di un'abitazione si è trasformato, mese dopo mese, in un cantiere incompiuto. Tra ritardi, consegne parziali, rinvii e componenti mancanti, il servizio di montaggio pattuito nel contratto non è mai stato portato a termine a regola d'arte. Una situazione esasperante che ha spinto il consumatore, ormai esausto dopo diversi mesi di vana attesa e totale stallo, a rimboccarsi le maniche e a terminare di persona il montaggio della propria cucina. A nulla sono valsi, in questi anni, i ripetuti solleciti e le richieste di risarcimento avanzati attraverso i canali di assistenza ordinari del servizio clienti. Una trafila di chiamate, ticket aperti e promesse di risoluzione che si sono scontrate con un muro di gomma burocratico, lasciando l'acquirente con un servizio pagato ma non usufruito nella sua interezza. Una situazione aggravata dalla mancata restituzione del costo del servizio non erogato e dall'assenza di un indennizzo proporzionato ai lunghi mesi di totale impossibilità di utilizzo del bene. Come se non bastasse, al danno si è aggiunta la beffa: a distanza di appena un paio d'anni dall'acquisto, la struttura in effetto laminato con materiale plastico ha iniziato a mostrare piccoli difetti, con la comparsa di minuscole bolle sulla superficie, visibili in controluce ma comunque presenti. Esasperato dal prolungato silenzio, l'acquirente si è visto costretto a ricorrere alle vie legali per tentare di vedere riconosciuti i propri diritti, ad oggi, non rispettati. La sede IKEA di Torino avrebbe infatti proposto soltanto un indennizzo parziale, una cifra considerata del tutto inadeguata poiché non calcola né valuta il risarcimento per i gravissimi disagi logistici e personali che la mancata consegna e il mancato montaggio hanno procurato per anni.A rendere ancora più amara e dolorosa la vicenda è il risvolto familiare: la madre dell'acquirente, una donna anziana che desiderava fortemente quella nuova cucina, è deceduta poco tempo dopo l'acquisto, potendo godere solo per pochissimo tempo – e tra mille privazioni dovute a un cantiere rimasto perennemente aperto, del bene tanto atteso. Il caso solleva una questione cruciale e quanto mai attuale: la gestione del post-vendita e l'efficacia dell'assistenza clienti dei grandi marchi globali quando si verificano anomalie nei servizi appaltati a terzi. Nonostante i celebri motti dell'azienda svedese, come "Siamo fatti per cambiare" o "Noi facciamo la nostra parte, tu fai la tua. Insieme risparmiamo", la vicenda sembrerebbe dimostrare che, in questo caso, la "parte" l'abbia fatta unicamente il cliente, saldando subito e interamente il corrispettivo richiesto.
Continueremo a seguire da vicino la vicenda, pubblicando i successivi aggiornamenti sul caso ed eventualmente raccogliendo altre testimonianze simili, con l'obiettivo di fare chiarezza e aiutare altri possibili malcapitati che si trovassero o si siano trovati nelle stesse condizioni.
La Redazione resta a disposizione dei referenti del servizio clienti del marchio per accogliere eventuali repliche, chiarimenti o, auspicabilmente, la notizia dell'avvenuta risoluzione del caso a favore del cittadino.
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