A Macugnaga la funivia riparte, ma i disabili restano a terra
20-07-2026 18:18 - CRONACA
Macugnaga, inaugurazione della funivia tra le polemiche: «Montascale fuori servizio, accessibilità negata»
Doveva essere una giornata di festa per la riapertura della funivia di Macugnaga, tornata in funzione dopo importanti interventi di manutenzione e investimenti pubblici. Per Luigi Dimino, attivista per i diritti delle persone con disabilità, la giornata si è invece trasformata nell'ennesima esperienza di accessibilità negata.
Attraverso un lungo sfogo pubblicato sui social, Dimino ha raccontato quanto accaduto nel giorno dell'inaugurazione. Giunto alla stazione della funivia con l'intenzione di partecipare alla riapertura dell'impianto, avrebbe trovato il montascale destinato alle persone con mobilità ridotta fuori servizio, nonostante il regolare acquisto del biglietto.
«Il montascale c'è, ma è rotto», denuncia Dimino, spiegando di essere riuscito a raggiungere la cabina soltanto grazie all'aiuto degli amici, che hanno dovuto sollevare la sua carrozzina. «Se non fosse stato per loro sarei rimasto bloccato», racconta, sottolineando come una situazione del genere sia inaccettabile proprio nel giorno scelto per celebrare il ritorno in funzione dell'impianto.
L'attivista punta il dito contro quella che definisce una contraddizione tra gli annunci istituzionali sulla "montagna per tutti" e la realtà vissuta dalle persone con disabilità. «Si parla di inclusione e accessibilità, ma quando gli strumenti indispensabili non funzionano, tutto si riduce a semplici slogan», sostiene.
Nel suo intervento, Dimino esprime tutta la frustrazione di chi si trova ancora oggi a dover dipendere dall'aiuto di familiari o amici per superare ostacoli che dovrebbero essere eliminati attraverso servizi efficienti e strutture realmente accessibili. Una condizione che, a suo giudizio, rappresenta una lesione del diritto alla libertà di movimento e alla piena partecipazione alla vita sociale.
Il caso riaccende il dibattito sull'effettiva accessibilità delle infrastrutture turistiche di montagna. Negli ultimi anni sono stati annunciati importanti investimenti per rendere gli impianti fruibili anche alle persone con disabilità, ma episodi come quello denunciato a Macugnaga dimostrano come la manutenzione e il corretto funzionamento dei dispositivi di accesso siano elementi fondamentali quanto la loro installazione.
Concludendo il suo appello, Luigi Dimino ha invitato cittadini e utenti a condividere la sua testimonianza affinché la vicenda arrivi all'attenzione dei responsabili e non si ripetano situazioni analoghe. Un episodio che, se confermato, solleva interrogativi sulla reale efficacia delle politiche di inclusione e sull'importanza di garantire che i diritti delle persone con disabilità non restino soltanto dichiarazioni di principio, ma trovino concreta applicazione nella quotidianità.
Doveva essere una giornata di festa per la riapertura della funivia di Macugnaga, tornata in funzione dopo importanti interventi di manutenzione e investimenti pubblici. Per Luigi Dimino, attivista per i diritti delle persone con disabilità, la giornata si è invece trasformata nell'ennesima esperienza di accessibilità negata.
Attraverso un lungo sfogo pubblicato sui social, Dimino ha raccontato quanto accaduto nel giorno dell'inaugurazione. Giunto alla stazione della funivia con l'intenzione di partecipare alla riapertura dell'impianto, avrebbe trovato il montascale destinato alle persone con mobilità ridotta fuori servizio, nonostante il regolare acquisto del biglietto.
«Il montascale c'è, ma è rotto», denuncia Dimino, spiegando di essere riuscito a raggiungere la cabina soltanto grazie all'aiuto degli amici, che hanno dovuto sollevare la sua carrozzina. «Se non fosse stato per loro sarei rimasto bloccato», racconta, sottolineando come una situazione del genere sia inaccettabile proprio nel giorno scelto per celebrare il ritorno in funzione dell'impianto.
L'attivista punta il dito contro quella che definisce una contraddizione tra gli annunci istituzionali sulla "montagna per tutti" e la realtà vissuta dalle persone con disabilità. «Si parla di inclusione e accessibilità, ma quando gli strumenti indispensabili non funzionano, tutto si riduce a semplici slogan», sostiene.
Nel suo intervento, Dimino esprime tutta la frustrazione di chi si trova ancora oggi a dover dipendere dall'aiuto di familiari o amici per superare ostacoli che dovrebbero essere eliminati attraverso servizi efficienti e strutture realmente accessibili. Una condizione che, a suo giudizio, rappresenta una lesione del diritto alla libertà di movimento e alla piena partecipazione alla vita sociale.
Il caso riaccende il dibattito sull'effettiva accessibilità delle infrastrutture turistiche di montagna. Negli ultimi anni sono stati annunciati importanti investimenti per rendere gli impianti fruibili anche alle persone con disabilità, ma episodi come quello denunciato a Macugnaga dimostrano come la manutenzione e il corretto funzionamento dei dispositivi di accesso siano elementi fondamentali quanto la loro installazione.
Concludendo il suo appello, Luigi Dimino ha invitato cittadini e utenti a condividere la sua testimonianza affinché la vicenda arrivi all'attenzione dei responsabili e non si ripetano situazioni analoghe. Un episodio che, se confermato, solleva interrogativi sulla reale efficacia delle politiche di inclusione e sull'importanza di garantire che i diritti delle persone con disabilità non restino soltanto dichiarazioni di principio, ma trovino concreta applicazione nella quotidianità.
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