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Predicano bene e razzolano male: l'auto della Scuola Guida o dell'impiegato parcheggiata sul marciapiede (e l'aggressione verbale a chi lo fa notare)

13-07-2026 16:04 - CRONACA
Ivrea (TO) di Redazione. Il codice della strada è chiaro, o almeno dovrebbe esserlo soprattutto per chi, per mestiere, deve insegnarlo alle nuove generazioni di automobilisti: sui marciapiedi non si parcheggia. Eppure, la pigrizia sembra avere il sopravvento anche sulle regole più elementari di civiltà e sicurezza.

Il fatto: la comodità sopra la legge
Da ormai diverso tempo, i dipendenti di un'autoscuola locale hanno preso il brutto vizio di utilizzare il marciapiede esattamente di fronte all'ingresso del loro ufficio come un parcheggio privato. Il motivo? Una banale e lampante pigrizia: evitare di fare due passi a piedi per cercare un posto regolare nel parcheggio antistante.

Il marciapiede, però, non è un optional urbanistico, è lo spazio dedicato ai pedoni, agli anziani, alle mamme con i passeggini e alle persone con disabilità. Costringere chi cammina a scendere in strada per aggirare l'auto della scuola guida non è solo un'infrazione al codice della strada (punita dall'articolo 158), ma è una totale mancanza di rispetto per la comunità.

Dalla sosta selvaggia all'aggressione verbale
Il fondo, però, lo si è toccato quando si è cercato il dialogo. Di fronte alla richiesta, educata e legittima, di spostare il veicolo e liberare il passaggio pedonale, i dipendenti della scuola guida non solo non hanno fatto autocritica, ma hanno reagito con una violenta aggressione verbale: «Ma chi sei un Vigile? Non rompere le beeep. Pagliaccio. Fenomeno. Coxxxone...» ecc... Naturalmente non poteva mancare la classica frase: «Lo fanno tutti!», seguita da «Allora vai a vedere anche cosa succede a San Lorenzo». Il tutto condito con raffiche di insulti vari e provocazioni che invitavano alla rissa. Insulti, toni arroganti e lo sconcerto di voler difendere l'indifendibile da parte di chi, teoricamente, dovrebbe essere un professionista della sicurezza stradale, ma invece di dare il buon esempio, ha preferito usare la prepotenza per coprire un comportamento incivile e contro la legge.

Un pessimo esempio per i futuri guidatori
Chi insegna il rispetto delle regole dovrebbe essere il primo a rispettarle. Che tipo di automobilisti sta formando un'autoscuola i cui dipendenti se ne fregano del codice della strada per pura comodità personale? Se l'educazione stradale parte da queste premesse, non dobbiamo poi stupirci del caos e della sosta selvaggia che affliggono le nostre città.
La speranza è che i titolari dell'attività prendano immediati provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti. Nel frattempo, la segnalazione alle autorità competenti è d'obbligo: perché la legge è uguale per tutti, anche per chi dovrebbe insegnare il rispetto del codice della strada. Si tratta di un pessimo esempio per i futuri guidatori, anche perché il tema delle barriere architettoniche e dei parcheggi selvaggi sui marciapiedi è stato spesso trattato dal nostro portale, soprattutto nella zona del centro città.

Non un caso isolato
I problemi nel quartiere San Lorenzo, tuttavia, sono ormai quasi una regola e non l'eccezione. Dalla costante sosta selvaggia di chi si ferma "solo 5 minuti" per fare commissioni nelle attività commerciali della via, a chi usa il marciapiede come parcheggio privato perché si trova in prossimità della propria attività (non solo l'autoscuola, ma anche il nuovo ristorante, per citarne lcuni). Fatto sta che ormai camminare sul marciapiede è una gincana tra veicoli a cui i pedoni si devono adeguare. Nemmeno l'apertura del centro commerciale, e la conseguente realizzazione di un ampio parcheggio nella zona, ha fatto desistere dalle cattive abitudini ormai acquisite. E se in passato più volte abbiamo sollecitato l'amministrazione comunale per la realizzaione di più parcheggi, adesso non ci sono scuse. Attualmente trova assenso ciò che molti componenti dell'attuale amministrazione di Ivrea hanno sempre affermato, ovvero che alcune persone sono troppo comode e devono necessariamente parcheggiare l'auto di fronte all'attività di turno.

Non solo sosta
E' anche da far notare che in corso Vercelli la maleducazione si palesa anche in altre forme: dall'incremento di bidoni dell'umido sul marciapiede, che creano un odore nauseabondo e insopportabile per i passanti e per i residenti; alle corse automobilistiche e motociclistiche, che aumentano nelle ore serali e notturne; al wc a cielo aperto per chi porta a spasso l'amico a quattro zampe, ma anche per gli umani che esagerano con i festeggiamenti ed espletano qualsiasi funzione per strada; per non parlare di atti di vandalismo e inciviltà; nonché spazzatura abbandonata dove capita sui muretti della via.

E noi come stroxxi rimanemmo a guardare
Parafrasando un noto film di Fabio De Luigi, peraltro girato proprio a Ivrea, è proprio il menefreghismo che distruggerà il mondo, perché ognuno è talmente impegnato a salvaguardare il proprio orticello, o ha talmente paura della reazione altrui e di ritorsioni (e dopotutto non si può biasimare), che finché una vicenda non ci colpisce direttamente (e poi ancora) preferiamo girarci dall'altra parte e non dire nulla. Questo sta portando ad un progressivo dilagare di anarchia e maleducazione, in cui siamo ormai assuefatti dal dover accettare tutto. Chi, però, ha scelto un mestiere per informare e dar voce a chi non ha sempre modo o il coraggio di parlare, non può girarsi dall'altra parte. Alcuni nostri avi hanno pagato a caro prezzo la voglia di giustizia e anche noi continueremo a batterci per una società migliore. Perché Ivrea è bella, è patrimonio Unesco, ha vocazione turistica, e deve restare il fiore all'occhiello non solo per chi viene a visitarla, ma anche per i cittadini che vi abitano, che hanno il diritto di vivere in un luogo in cui tutti rispettano le regole, non dimenticando la massima che «La libertà di una persona finisce dove inizia quella di un'altra» e minacce e insuti non possono essere un deterrente per voltarsi sempre dall'altra parte.