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A Chiaverano "A Night Like This Festival" spacca...il paese ed il Canavese!

22-07-2015 00:46 - ATTUALITA´
Chiaverano (TO), di Redazione. Nel linguaggio dei giovani si usa spesso dire che una manifestazione "spacca" per indicare quando ha un buon successo. Questo si è´ verificato anche a Chiaverano relativamente al festival musicale "A Night Like This Festival", però, in questo caso, l´evento non ha letteralmente "spaccato" in termini di successo, quanto piuttosto ha creato una vera e propria ´spaccatura´ non solo in paese, ma nell´intero Canavese, per arrivare addirittura a dei veri e propri confronti, e scontri, su vari social network. A sollevare la questione e´ stato uno dei consiglieri di minoranza dello stesso comune di Chiaverano, nonché abitante del paese, Erino Mignone, nella volontà di difendere gli interessi degli abitanti di Chiaverano e facendosi portavoce del disappunto di buona parte di essi in merito alla gestione ed al recente insuccesso della manifestazione, alla scelta del comune di finanziare la kermesse con soldi pubblici, quindi degli abitanti stessi, ed in seguito ad alcuni articoli comparsi su un noto giornale locale che avrebbero ´giustificato´ il calo in presenze alla manifestazione "dovuto all´avvisaglia del temporale". Altro elemento di disappunto da parte di molti Chiaveranesi e´ stata la dichiarazione che gli hotel in città avevano registrato il "tutto esaurito" in occasione della manifestazione, mentre in realtà, a detta degli stessi albergatori, sarebbero state occupate non più di 13 camere. Ma partiamo dall´inizio. Pochi anni fa un gruppo di persone si sono riunite in associazione con il medesimo nome del festival, descrivendo la loro avventura come "un festival di musica indipendente che ha luogo ogni anno a Chiaverano, un paese situato nei pressi del Lago Sirio, nella regione Piemonte in Italia. Una notte magica che vuole unire artisti conosciuti nazionali ed internazionali, portando alla ribalta realtà di musica underground locali e cittadine, affiancandole ad altre realtà nazionali ed internazionali", sorta precisamente a Chiaverano, un paese in provincia di Torino alle porte di Ivrea, con buon appoggio di colui che era, ed è tutt´ora, sindaco del paese stesso, Maurizio Fiorentini. L´associazione, probabilmente con la volontà di portare il nome di Chiaverano alla ribalta della cronaca, forse sulla scia di altri eventi che animano il Canavese, ha dato il via ad un festival musicale denominato "A Night Like This Festival", in cui ha proposto un genere musicale particolare denominato ´Indie rock´ ed invitando gruppi musicali ad hoc per l´evento. La kermesse e´ piaciuta abbastanza il primo anno, attirando gente non solo del paese, ma anche dal Canavese ed oltre, ed invogliando gli organizzatori a ripetere la manifestazione. Evento che, tuttavia, non ha riscosso un successo crescente, ma, al contrario, ha registrato una partecipazione decrescente, fino ad arrivare a quello che verrebbe definito quasi un "flop", nel gergo, facendo si che, in occasione dell´edizione 2015 appena trascorsa, siano stati venduti 1300 biglietti, a fronte dei 3000 dell´edizione 2014. Nonostante l´evidenza, un noto giornale locale, avrebbe giustificato tale calo di pubblico a causa di previsioni del tempo non ottimali, ma questo non è bastato a placare il malcontento di molti abitanti del paese, dovuto soprattutto al fatto che il festival sia stato in buona parte sponsorizzato dal comune. Gli abitanti di Chiaverano hanno parlato chiaro e si sono espressi su vari social network con dichiarazioni ben precise in cui hanno evidenziato il loro malcontento non per la realizzazione di un festival, ma per il fatto che venga finanziato dal comune con i soldi pubblici, "avete speso male i nostri soldi raccontandoci che questo era il festival giusto per promuovere il nostro paesello..si è dimostrato l´esatto contrario..manco gli appassionati del genere son tornati, figuriamoci i turisti", e´ stato il commento di Erino Mignone, che ha comunque specificato "non ho nulla nei confronti dell´associazione, la mia e´ una presa di posizione nei confronti del sindaco e di tutta la giunta. Anche se a me, personalmente, non piace quel genere di musica, lo scrivo pubblicamente: se organizzassero il festival senza chiedere risorse economiche al comune andrò a fare il volontario! Non sono contrario alla cultura, anzi, ne abbiamo sempre più bisogno, unita però anche ad esigenze di manutenzione e strutturali del paese". A questo e´ susseguito un aperto dibattito a cui ha preso parte, tra i primi contrari a tale affermazione, anche Gianmario Pilo, noto ai più in quanto costantemente presente negli ultimi anni tra le fila degli organizzatori dello storico carnevale di Ivrea, nonché promotore di un noto festival culturale che si svolge da pochi anni ad Ivrea, anch´esso per buona parte finanziato da una fondazione legata al comune stesso. "Purtroppo ANLTF non raccoglie il consenso che secondo me merita - ha risposto Pilo rivolgendosi a Mignone -, ma sbagli quando scrivi che non c´erano turisti, perché sabato sera c´erano praticamente solo quelli. Questo e´ l´aspetto che mi infastidisce di più, la gente preferisce stare tutta la sera nel dehor di qualche locale perdendosi l´opportunità di vivere qualcosa di diverso. E visto che so cosa vuol dire organizzare un festival sono solidale". Non è mancata la risposta del consigliere e dei tanti paesani che hanno voluto specificare come la mancata partecipazione dei Chiaveranesi non è derivata da un disinteresse culturale, quanto piuttosto ad un malcontento diffuso, dovuto al fatto che non apprezzano più che questo festival venga realizzato con un contributo del comune, poiché non ritengono corretto che una manifestazione, che in base a quanto dicono non raccoglie il favore degli abitanti, venga realizzata anche con i proventi derivati dalle imposte pagate dai cittadini. Ed è su questo punto che si è concentrato maggiormente il dibattito tra Pilo che, facendo i conti della serva e con puro calcolo matematico, ha fatto notare come la spesa pro capite dei Chiaveranesi sia stata irrisoria, ed i paesani stessi che hanno risposto chiaramente che "il festival va bene, ma non con i soldi dei cittadini, che, in più, dovevano pagare anche per entrare al festival! - ha commentato un´abitante, che ha proseguito - A chi interessa il festival che facesse una raccolta fondi come fanno le alte associazioni...Sperperare i soldi dei contribuenti per le proprie passioni non mi sembra giusto e c´è più della metà della popolazione che si lamenta dietro le quinte! I soldi li usassero per fare i lavori utili, visto che c´è gente a cui passa la fogna in casa!". La replica di Pilo non è tardata ad arrivare "avete democraticamente speso 3,50 Euro pro capite, che per una grigliata non bastano neanche per il rosmarino!", con buona pace del fatto che, ha commentato un Chiaveranese "a Chiaverano l´unica cosa che abbiamo gratis e´ proprio il rosmarino". Ma il botta e risposta e´ proseguito con una pronta risposta degli abitanti "ti ripeto poteva essere anche un centesimo, ma perché dalle mie tasche se a me non interessa?? ... Poi comperiamo i semafori di seconda mano!! ... si lamentavano per altri amministratori, hanno fatto promesse di cambiamento...bel cambiamento!". Morale della favola: il festival non ha riscosso il medesimo successo delle prime edizioni, gli abitanti di Chiaverano sono scontenti del fatto che il festival venga finanziato dal comune, quindi anche con i loro soldi, per contro e´ stato giustificato il mancato successo di questa edizione dando la colpa al maltempo, e a battersi fortemente a sostegno della manifestazione non sono stati altri Chiaveranesi, bensì un Eporediese organizzatore a sua volta di altri eventi culturali. Sorge spontaneo chiedersi se qualcuno non tema che questa prima "rivolta" paesana si possa riversare anche nei paesi e nelle città limitrofe, come riflessione di spunto su come e dove vengano spesi i soldi comunali, e quindi dei cittadini. Ma queste sono altre storie. Certo e´ che quest´anno il festival ha ´spaccato´ il paese, per fortuna ancora unito da altre iniziative che piacciono alla popolazione, nonché dal ricordo del cigno che animava il lago Sirio e che continua ad unire il paese.

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